Proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini”
Depositata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini”
Per escludere i permessi premio per chi si rende responsabile di femminicidio.
Firma per il referendum all’indirizzo:
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“Aiutatemi a dare giustizia a mia figlia”.
Lunedì 23 febbraio la proposta legislativa “Noemi Durini è stata depositata presso la Corte di Cassazione di Roma da Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, uccisa a 16 anni da Lucio Marzo nel 2017 e dall’avv. Valentina Presicce da anni impegnata per la tutela delle vittime e dei familiari delle vittime. Il 24 febbraio 2026, la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini” è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale segnando l’inizio della raccolta delle 50.000 firme necessarie per far approdare il testo in Parlamento.
“Siamo noi familiari delle vittime a vivere il vero ergastolo in vita. Non mi basta e non accetto solo restrizioni dei permessi premio. Mia figlia è sottoterra, non tornerà più a casa, aveva tutta la vita davanti e il suo assassino respira già aria di libertà, quella libertà che lei non potrà più avere. A chi si macchia di reati così efferati non devono essere concessi benefici di pena”- dichiara Imma Rizzo.
“Oggi assistiamo ad un fatto sconcertante- continua l’avv. Valentina Presicce, da una parte i familiari delle vittime che vivono il vero ergastolo del dolore, dall’altra gli assassini liberi dopo pochi anni come accaduto per Lucio Marzo che ha iniziato a beneficiare dei primi permessi premio a distanza di tre anni dall’omicidio di Noemi e a distanza di un anno dalla sentenza di condanna definitiva. Questo è inaccettabile in un paese civile come l’Italia- tuona l’avv. Presicce.
Il 10 agosto 2023 Lucio Marzo veniva fermato, in permesso premio, alle 5 del mattino, ubriaco alla guida di una autovettura. Dopo questo gravissimo fatto ho chiesto e ottenuto il trasferimento del Marzo dall’istituto penale minorile di Quartucciu dove era detenuto ad un carcere per adulti. Ma non mi sono fermata qui- continua l’avv. Presicce, ho preteso di conoscere tutti i permessi premio concessi al Marzo dall’inizio della sua detenzione, dopo diversi rigetti, finalmente nel novembre 2024, il Magistrato di Sorveglianza per i minorenni di Cagliari, mi ha trasmesso tutti i permessi premio, la lettura di quasi 200 pagine ha fatto sprofondare la famiglia nell’ennesimo dolore come se Noemi fosse stata uccisa di nuovo dallo Stato.
Permessi concessi anche dopo il rientro positivo ai cannabinoidi o per motivazioni incomprensibili, come la partecipazione alle partite del Cagliari, la frequentazione di una ragazza o il permesso premio per recarsi alle urne per votare nonostante l’interdizione dai pubblici uffici. Il caso Lucio Marzo dimostra come il sistema giudiziario non sempre funzioni.
I permessi premio a Lucio Marzo sono stati concessi sulla base di valutazioni considerate positive, ma i fatti hanno raccontato altro- racconta l’avv. Presicce, che continua-Da qui è nata la proposta di legge “Noemi Durini”, con l’obiettivo di escludere permessi premio per chi si macchia di reati efferati come il femminicidio, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione ma tenendo conto anche del diritto delle vittime di vedere l’assassino scontare una pena realmente commisurata al reato commesso e impedire che gli autori di tali reati possano mettere in pericolo la sicurezza collettiva data la loro intrinseca pericolosità sociale.
Non è solo un atto formale-dichiara l’avv Presicce, è un grido di dolore, è una richiesta di Giustizia è una battaglia di civiltà.
Imma Rizzo lancia un appello a tutti gli Italiani “Aiutateci a raccogliere le firme necessarie per mettere fine ad una vera Ingiustizia. Aiutateci a portare avanti l’ urlo di giustizia di Noemi e di tutte le vittime che avrebbero meritato un finale diverso”
“Concedere premi agli assassini rappresenta una beffa non solo per le vittime e i loro familiari ma per l’intera società civile” -conclude l’avv. Valentina Presicce
Da venerdì 27 febbraio la proposta legislativa sarà caricata sulla piattaforma del Ministero della Giustizia, la raccolta delle firme può avvenire tramite SPID eCIE (Carta di Identità Elettronica. Negli altri casi saranno attivate delle postazioni per la raccolta delle firme in tutta Italia. Una mobilitazione che dimostrerà l’indignazione collettiva per uno Stato che tutela gli assassini e non le vittime




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